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Nutrizionista e sportAl giorno d’oggi un esperto in Nutrizione Umana deve essere chiamato ad intervenire in diversi ambiti lavorativi della nostra società dalle scuole agli ospedali, dalle mense allo sport dove in questi ultimi anni si sta sempre più consolidando l’importanza che può rivestire l’alimentazione e l’integrazione  degli sportivi non solo per la performance ma anche per preservare l’atleta e magari garantirgli qualche anno di attività in più ed in salute.
 
Il Nutrizionista è un professionista con una solida preparazione scientifica multidisciplinare e con le conoscenze necessarie per poter svolgere con competenza le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione, della nutrizione e delle relative norme vigenti, utilizzando le nuove tecnologie applicate alla nutrizione umana e interpretandone i dati per riuscire a valutare la qualità nutrizionale, la malnutrizione in eccesso o in difetto dell’individuo e delle popolazioni, la sicurezza e l’idoneità degli alimenti per il consumo umano. Inoltre ha conoscenze approfondite riguardo l’applicazione di nuove tecnologie quali nutrigenomica e proteomica utilizzate per valutare anche la qualità degli alimenti; conosce l’influenza degli alimenti sullo stato di salute generale dell’uomo e attua la prevenzione di numerose patologie quali per esempio quelle degenerative, croniche e metaboliche, nonché in particolari condizioni fisiologiche quali gravidanza, allattamento, crescita, invecchiamento, senescenza ed attività sportiva.
L’esperto in nutrizione conosce l’anatomia dell’apparato digerente, i meccanismi biochimici e fisiologici della digestione e dell’assorbimento e i processi metabolici a carico dei nutrienti collegati con il fabbisogno degli stessi e dei non nutrienti fisiologicamente attivi finalizzati alla valutazione dello stato nutrizionale per riconoscere anche malnutrizioni per eccesso o per difetto e gli effetti da ciò provocati. È a conoscenza delle norme giuridiche e delle problematiche relative le politiche alimentari nazionali, comunitarie ed internazionali e potrebbe informare le popolazioni e gli operatori istituzionali sui principi di sicurezza alimentare fornendo loro non solo conoscenze riguardo la composizione degli alimenti ma anche gli effetti e i cambiamenti che la lavorazione, la conservazione e la cottura procurano agli alimenti stessi. Partendo dalle tecniche e dai metodi per misurare la composizione corporea e il metabolismo energetico applica le principali tecniche di valutazione dello stato nutrizionale interpretando i risultati ottenuti dalle analisi e consiglia la corretta assunzione degli alimenti per raggiungere i livelli raccomandati di nutrienti per garantire lo stato di salute del soggetto o della popolazione.
Oltre tutte queste competenze l’esperto in nutrizione sportiva conosce anche le principali tecnologie industriali applicate alla preparazione degli integratori alimentari, la composizione e la modalità di utilizzo ed è chiamato alla correzione delle abitudini alimentari, spesso sbagliate, degli atleti preservando comunque le eventuali eccezioni che si possono riscontrare, per esempio, quando si ha a che fare con atleti multietnici dove è evidente che si cercherà di andare incontro il più possibile alle necessità dell’atleta garantendo comunque delle alternative valide e salutari.

Sin dall’epoca dell’antica Grecia ci si chiedeva se esistesse un’alimentazione ideale per l’atleta e Ippocrate introdusse la nozione di varietà nella scelta degli alimenti (consigliando per esempio ai saltatori la carne di capra ed ai lottatori la carne di maiale). Con il passare dei secoli ci fu l’idea dello scienziato Justus Van Liebig che sottolineò l’importanza della carne in quanto il muscolo subiva un logorio durante l’attività fisica e la carne riusciva a rigenerarlo. Fino al 1960 la maggior parte dei concetti sull’alimentazione dell’atleta si è evoluta, quindi, più per tradizione, auto sperimentazione e scaramanzia che non attraverso dati scientifici.
Dal 1960 la ricerca ha mostrato maggiore attenzione sulla definizione di “sana alimentazione cercando di applicare questo concetto nello sport e in particolare nel calcio dove il margine tra vittoria e sconfitta è piccolo e quindi sono i dettagli che spesso fanno la differenza. Inoltre recentemente si è sempre più affermato il concetto che con la dieta si può influenzare la performance e quindi riuscire a migliorare le abitudini alimentari dei singoli calciatori spesso viene paragonato a “qualche punto in più” nel campionato. Se tutto ciò fosse un concetto così lineare e semplice allora basterebbe che ogni società calcistica assumesse un bravo nutrizionista per garantirsi un campionato super; in realtà non è così immediato in quanto sono talmente numerose le variabili in gioco durante un campionato che non si può isolarne una, migliorarla e sperare che influenzi il resto. Si può comunque asserire che la base di una ottima dieta è una grande varietà di cibi, correttamente bilanciati e adeguati per l’apporto calorico consumato dal singolo atleta.

A tale riguardo risulta fondamentale:
  • una valutazione dello stato nutrizionale, individuando il modello alimentare più idoneo che deve considerare le preferenze ed i gusti personali, gli orari dei pasti e le esigenze sportive e lavorative;

  • la determinazione dei bisogni energetici individuali;

  • il mantenimento il peso corporeo ideale, distinguendo dal metabolismo basale la quota di calorie specifiche richieste dal tipo e dall’intensità di attività sportiva praticata;

  • la valutazione di fattori psico-sociali.

quindi riassumendo si può asserire che le principali regole alimentari sono rappresentate dai seguenti consigli:
  1. variare la qualità dei cibi;

  2. modulare la quantità di cibo per mantenere il peso corporeo;

  3. dieta povera di grassi saturi e colesterolo;

  4. dieta ricca di verdure frutta e prodotti del grano;

  5. zucchero con moderazione;

  6. sale e sodio con moderazione;

  7. vino e alcolici in moderazione.


Spesso ci si chiede quante calorie sono necessarie ad un atleta per mantenere il peso e, per rispondere a ciò, è bene ricordare che il bisogno energetico dipende da molti fattori quali:
  • superficie corporea;

  • età e livello di richieste basali;

  • variazioni interindividuali;

  • tipo e intensità dell’attività sportiva: l’incremento di calorie può richiedere fino a 1500 kcal aggiuntive in relazione al peso dell’atleta, ma soprattutto al livello di attività fisico che è il fattore principale condizionante il dispendio energetico;

  • periodo di allenamento;

  • condizioni di allenamento.


In virtù di quanto detto sinora  la figura del Nutrizionista ha assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più importante in diversi e numerosi ambiti della nostra società diventando sempre più utile come guida da seguire per poter attuare un’alimentazione salutare e completa che consenta di prevenire numerose malnutrizioni e/o patologie e, quasi indispensabile, per chi voglia ottenere risultati apprezzabili in ambito sportivo amatoriale e professionistico.

Dott.ssa Santa Costanzo
Biologa nutrizionista

sannycostanzo@hotmail.it

Pubblicato il 08 Maggio 2012 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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