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Allenamento palestraPorsi una domanda del genere può apparire sciocco,ma in realtà, solamente capendo cosa in effetti sia l’allenamento e le regole che lo disciplinano potremmo strutturare programmi efficaci ad uso e consumo dei nostri obiettivi.
Molti pensano che durante la seduta allenante ottengono i risultati per cui si sottopongono ad essa, tutt’altro, i benefici maturano tra una seduta e l'altra e solo se si osservano scrupolosamente certi aspetti, che molto spesso nessuno considera.

Ma vediamo il perché:
L'allenamento è uno “stressor”, o stimolo stressante, tale da turbare l’omeostasi organica, ovvero la capacità di mantenere costanti le condizioni chimico fisiche interne, anche al variare delle condizioni esterne.
Quindi il nostro impegno è volto ad imporre uno stimolo, a cui il nostro organismo risponderà con una serie di adattamenti, che tenderanno a ripristinare le condizioni iniziali e riparare i danni subiti. Ma non si limita a questo: successivamente,con un meccanismo chiamato supercompensazione, ovvero; recuperare il potenziale energetico speso maggiorandolo in attesa di un nuovo stimolo stressante (allenamento) della stessa intensità,  lui vuole farci fare le cose con il massimo risparmio energetico, e non essendoci riuscito con la prima sessione si attrezza in previsione della seconda.

Ma, per ottenere tutto questo, è fondamentale rispettare altri 2 elementi altrettanto importanti: ovvero l'alimentazione ed il riposo.


Con un’alimentazione inadeguata non avremmo né il carburante né gli “additivi” (vitamine, sali minerali, oligoelementi) necessari a far funzionare il nostro motore.
Un riposo non in linea con lo stress a cui ci siamo sottoposti, non garantirà in alcun modo gli adattamenti sperati: anzi; se non riposiamo a sufficienza specie la notte, o ci sottoponiamo a sedute allenanti troppo ravvicinate, saremo destinati ad una regressione delle nostre capacità e nei casi peggiori cadremo nella sindrome da sovrallenamento.
Questo vale per qualsiasi obiettivo noi ci si ponga.

L’attività fisica è una medicina, se dosata opportunamente porta grandi benefici, se abusata fa male anch'essa come un qualsiasi sovradosaggio di un qualsiasi farmaco.
Se abbiamo la tosse vale il principio: un cucchiaio di sciroppo fa bene se ne prendo 10 fa meglio?
No!!! Con gli allenamenti è la stessa cosa.

Altri elementi importanti affinché gli allenamenti siano produttivi sono:
  • La specificità: Se voglio migliorare quella qualità dovrò allenarmi con protocolli che impongano come stimolo all'organismo quel tipo di risposta metabolica e fisiologica.
  • Il sovraccarico: Per continuare a migliorare, dato che abbiamo visto gli effetti della supercompensazione, è necessario somministrare carichi di lavoro di entità crescente nel tempo.
  • L’individualizzazione: Ciò che funziona per me può non funzionare per gli altri, ognuno è unico e risponde agli stimoli in modo diverso per genetica,livello di allenamento, impegni della vita sociale, quindi il programma allenante è producente solo se tagliato come un cappotto per il cliente specifico.
  • La reversibilità: il deallenamento si verifica per tutti: soggetti fitness ed atleti di alto livello, con tempi diversi, ma per tutti è la stessa cosa. Se vogliamo mantenere i risultati acquisiti con tanta fatica è necessario sottoporsi alla regolare attività fisica.

Rispettando con scrupolo queste poche, ma inderogabili regole, i risultati sono garantiti, ovviamente ognuno li avrà secondo i propri tempi.


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Pubblicato il 02 Dicembre 2012 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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