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Dislipidemia dietaLe dislipidemie
, dette anche iperlipoproteinemie sono delle alterazioni della quantità di grassi o lipidi (colesterolo e trigliceridi) normalmente presenti nel sangue.

Tra le forme più comuni abbiamo le IPERTRIGLICERIDEMIE e le IPERCOLESTEROLEMIE.
Si parla di ipertrigeridemia quando i livelli di trigliceridi nel sangue hanno valori >190mg/dl. I trigliceridi sono grassi circolanti nel sangue, provenienti prevalentemente dalla dieta, ma anche dalla liberazione delle
cellule adipose ed epatiche.
Si parla di ipercolesterolemia quando vi è un aumento dei livelli di colesterolo totale nel sangue, che superano i 200mg/dl. È necessario valutare anche la quota di colesterolo frazionato (valori ottimali HDL
>60mg/dl e LDL 60-120mg/dl).

Una delle conseguenze più preoccupanti delle dislipidemie è rappresentata dall’aterosclerosi, vale a dire la formazione di placche ricche di colesterolo in eccesso, le quali vanno ad ostruire i vasi portando prevalentemente all’insorgenza di patologie cardiovascolari (infarto o anche ictus). La compresenza di ulteriori fattori di rischio, quali ipertensione arteriosa, diabete, fumo, non fanno altro che predisporre maggiormente al rischio cardiovascolare di un soggetto.


APPROCCIO DIETETICO ALLE DISLIPIDEMIE

Il trattamento dietetico delle dislipidemie è di fondamentale importanza per normalizzare il quadro lipidemico (colesterolemia o trigliceridemia) o per migliorare l’efficacia farmacologica.

La dieta prevede quindi:
  • Grassi totali <30% delle calorie totali (<25% se presenti più dislipidemie). In particolare gli acidi grassi saturi, presenti in burro, lardo, panna, formaggi, carni grasse (pancetta, salsiccia, ventresca) e insaccati (capocollo, mortadella, wurstel, salame) devono essere al di sotto del 10% delle calorie totali; devono essere invece preferiti gli acidi grassi monoinsaturi (olio ex. Oliva) e polinsaturi della serie omega 3 del pesce e omega 6, in oli vegetali;
  • È necessario evitare tutti gli alimenti ricchi in colesterolo (in particolar modo nell’ipercolesterolemia) come tuorlo d’uovo e tutti i preparati con uova (dolci farciti, creme ecc), formaggi grassi (in particolar modo quelli stagionati), frattaglie (fegato, rene, cuore, cervello ecc.) e crostacei.
  • Nell’ipertrigliceridemia tenere sotto controllo tutti gli alimenti ricchi in zuccheri semplici (<10% kcal tot.), quali dolci, gelati, miele caramelle, frutta secca e sciroppata, bevande zuccherate e confetture ed evitare l’uso di bevande alcoliche e superalcolici.
    Anche per quanto riguarda la frutta fresca, limitarsi a circa 2 frutti al giorno, in quanto gli zuccheri della frutta aumentano i trigliceridi.
    ATTENZIONE A: fichi, cachi, uva, banane e mandarini.
    Utilizzare con moderazione i carboidrati complessi (50% kcal tot.) (pasta, pane, patate), la cui digestione porta alla liberazione di zuccheri semplici.
ALIMENTI LIBERI: fonti proteiche sia animali che vegetali, in particolar modo:
  • Le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio) si devono preferire alle carni rosse (vitello, maiale);
  • Pesce magro (es. merluzzo, sogliola, orata) e ricco di omega 3 (salmone);
  • Legumi;
  • Fibre vegetali (c.a 30gr/die), soprattutto solubili, presenti in legumi e frutta fresca (buccia mela, pera, prugne) in quanto quest’ultime hanno un effetto ipocolesterolemizzante e ipoglucidico.

Dietista
Dott.ssa Daniela Massaro


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Pubblicato il 21 Febbraio 2013 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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