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Un aspetto importante per il trattamento del diabete è l'alimentazione!
Con questa pagina su Alimentazione e diabete della dott.ssa Sichera introduciamo infatti una serie di articoli relativi all'alimentazione di chi è diabetico.

Alimentazione e Diabete


Diabete alimentazione E’ stato provato che, per ottenere la riduzione del peso corporeo, è necessario intervenire sulla dieta del paziente (dal latino diaeta che significa proprio «stile di vita»), riducendo l’apporto energetico abituale.
Le principali modifiche da apportare consistono in:
  • Aumento del contenuto di carboidrati complessi e fibre vegetali;
  • Riduzione dell’apporto di zuccheri semplici;
  • Riduzione dell’apporto di alimenti ad elevato contenuto di grassi saturi.

In particolare pazienti diabetici, in sovrappeso od obesi possono beneficiare dell’effetto saziante dell’elevato apporto di carboidrati a basso indice glicemico e fibre (che approfondiremo più avanti).

Di seguito le raccomandazioni nutrizionali (linee guida ADA 2005) per il soggetto diabetico.

Componenti
della dieta
Quantità complessiva
consigliata
Quantità consigliata dei
singoli componenti
Consigli pratici
Carboidrati 45-65% kcal tot Saccarosio e altri zuccheri
aggiunti <10%
Vegetali, legumi, frutta,
cereali preferibilmente
integrali, alimenti della
dieta mediterranea
Fibre 35 - 40 g/die
(o 20 g/1000 kcal/die),
soprattutto solubili

5 porzioni a settimana di vegetali o frutta e 4 porzioni
a settimana di legumi
Proteine 10-20% kcal tot

Grassi 25-35% kcal tot Saturi < 7-8%
MUFA 10-20%
PUFA < 10%
TRANS da evitare
Colesterolo <300mg/die
Tra i grassi da condimento preferire quelli vegetali (tranne olio di palma e di
cocco)
Alcool <10 g/die nelle donne
< 20 g/die negli uomini


Sale < 6 g/die
Limitare il consumo di sale e di alimenti conservati sotto sale (insaccati, formaggi, scatolame)

Autogestione del paziente


Soprattutto nel diabete mellito (DM) di tipo 1 (in trattamento insulinico), è importante educare il paziente all’autogestione, come strategia chiave per l’ottenimento del controllo glicemico, affinché diventi in grado di bilanciare la dose di insulina alla quantità e qualità di carboidrati consumati, per evitare sia l’iperglicemia post-prandiale che eventuali ipoglicemie.
L’obiettivo è, infatti, quello di offrire una maggiore flessibilità nella terapia nutrizionale del paziente con diabete mellito di tipo 1, al fine di garantirgli una migliore qualità di vita e, se possibile, un miglioramento del controllo metabolico.

Conteggio dei carboidrati


Il conteggio dei carboidrati (counting dei CHO) permette al paziente di autogestire la propria alimentazione, affinché la somministrazione insulinica risulti adeguata alla quantità di carboidrati consumati durante il pasto ed evitare fluttuazioni glicemiche.

Per prima cosa è importante che il paziente apprenda cosa sono i carboidrati e il loro contenuto negli alimenti (saperlo conteggiare nelle singole porzioni conoscendo la grammatura della razione alimentare, attraverso l’uso della bilancia o misure casalinghe), e impari ad identificare la corretta dose di insulina pre-prandiale in base al rapporto insulina/carboidrati.
Normalmente 1 unità di insulina metabolizza 10-15 g di carboidrati (CHO), ma il rapporto insulina/CHO deve essere determinato in modo preciso per ogni singolo paziente, in quanto dipende dalla sensibilità all’insulina del soggetto: solitamente più grande è la sensibilità all’insulina, maggiore è il numero di grammi di CHO metabolizzati da 1 unità di insulina.
Il fabbisogno insulinico pre-prandiale dipende dal quantitativo di carboidrati del pasto, che, a sua volta, determina l’aumento post-prandiale della glicemia. A poche ore dal un pasto, nei primi 20-90 minuti dall’assunzione, circa il 90-100% dei carboidrati introdotti penetra nel circolo ematico, sotto forma di glucosio; circa il 40-60% delle proteine si trasforma in glucosio, ma dopo oltre 4 ore dal pasto; anche il 10% dei lipidi può trasformarsi in glucosio, ma solo dopo molte ore dal pasto.
In conclusione, quindi, i carboidrati sono il macronutriente maggiormente responsabile dell’andamento glicemico; proteine e grassi, se assunti in modo costante e corretto, contribuiscono in scarsa misura al fabbisogno insulinico prandiale.


Indice sezione "Diabete e alimentazione":


Dottoressa Nadia Sichera
studio@dietistanadiasichera.it

Riceve a Palermo
www.dietistanadiasichera.it

Pubblicato il 13 Agosto 2011 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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