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Integratori alimentari usati nello sport o dieta dimagranteIl consumo degli integratori alimentari, anche grazie al massiccio impatto sui media da parte dell’industria, sta raggiungendo dimensioni rilevanti, che devono stimolare alla riflessione per gli effetti che ciò può determinare sull’opinione pubblica e sulla salute dei cittadini.

Innanzitutto, che cosa sono gli integratori alimentari?
Secondo il D.Lgs 169/04, si definiscono integratori alimentari (oppure con i sinonimi “complemento alimentare” o “supplemento alimentare”) “i prodotti alimentari destinati a integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare ma non in via esclusiva aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate”.

Il loro uso nella nostra alimentazione dipende anche dalla modificazione delle abitudini alimentari; il passaggio dallo slow food al fast food, infatti, crea le carenze alimentari che con queste sostanze si cerca di compensare. Inoltre gli integratori sono molto utilizzati fra gli sportivi e in alcuni casi anche da chi vuole dimagrire.

Uso e abuso degli integratori

Innanzitutto è necessario capire quando vi sia effettiva necessità di assunzione degli integratori, tenendo presenti nel contempo i danni causati all’organismo da eventuali abusi.

Ad esempio i prodotti finalizzati all’integrazione energetica possono essere efficacemente sostituiti con alimenti ricchi di glucidi come cereali e marmellate, avendo cura di scegliere prodotti con zuccheri non molto complessi e quindi assorbibili più rapidamente.

Per compensare invece le perdite di acqua e sali minerali dovute alla sudorazione, si possono ottenere ottimi risultati, in maniera totalmente naturale, incrementando il consumo di ortaggi e di frutta fresca.

Discorso a parte meritano gli integratori proteici, spesso abusati dagli sportivi, che dovrebbero essere sempre assunti sotto controllo medico, in quanto un loro abuso è dannoso per i reni. In genere, comunque, la quota proteica necessaria può esser facilmente reperita negli alimenti senza dover ricorrere agli integratori del commercio. Sono infatti ricchi di proteine la carne, il pesce, le uova, i legumi, i cereali, il latte e i suoi derivati.

Tra gli integratori più usati dagli sportivi merita una riflessione la creatina, che favorisce la sintesi proteica e il trofismo muscolare, aiutando il muscolo a lavorare di più e favorendo i processi di recupero. È presente nella comune alimentazione e in parte è anche prodotta dall’organismo: dunque non si capisce perché debba essere oggetto di supplementazione quando è così diffusa in natura. Alcuni sportivi la assumono per migliorare la performance, ma il suo utilizzo è giustificato solo in circostanze particolari (ad esempio per un aumentato fabbisogno o per una ridotta capacità di sintesi da parte dell’organismo) e sempre dopo valutazione medica, in quanto non esente da rischi.

Esistono poi vari prodotti o loro combinazioni, con reclamizzata valenza nutrizionale, sui quali pesa anche il riscontro di pubblicità ingannevole, assolutamente da evitare. Sono spesso indicati con il termine generico di “ricostituenti”.

Infine un cenno agli integratori contenenti ferro, molto utilizzati dagli atleti, soprattutto da quelli che praticano attività di tipo aerobico. Anche queste terapie sono, in moltissimi casi, prive di logicità potendo essere sostituite da alimenti naturali ricchi in ferro.


Qualche dettaglio in più sugli integratori più diffusamente assunti da chi fa sport:
  • Integratori “energetici”. Prodotti a base di carboidrati, che devono fornire almeno il 75% dell’energia totale, e che possono venire integrati con vitamine del gruppo B (B1, B2, niacina e B6), con vitamina C ed eventualmente con altri nutrienti ad azione antiossidante in quantità adeguata. Il numero delle porzioni consigliate è correlato alla durata della prestazione e all’entità dello sforzo.
  • Prodotti con minerali destinati e reintegrare le perdite idrosaline causate dalla sudorazione conseguente all’attività muscolare svolta. Contengono elettroliti (auspicabile la presenza di ioni cloro, potassio e magnesio). L’apporto calorico deve provenire per almeno il 75% da carboidrati semplici e/o maltodestrine.
  • Prodotti finalizzati all’integrazione di proteine. Sono integratori in cui le calorie fornite dalla componente proteica costituiscono la quota maggioritaria rispetto alle calorie totali del prodotto. In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico. Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 14 anni.
  • Prodotti finalizzati all’integrazione di aminoacidi e derivati.
    • Aminoacidi ramificati (leucina, isoleucina e valina). La quantità di assunzione giornaliera complessiva non deve superare i 5 g, e la leucina deve rappresentare il componente prevalente (è proposto come ottimale il rapporto 2:1:1). In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico. Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, in gravidanza e al di sotto dei 14 anni.
    • Aminoacidi essenziali e altri aminoacidi. Gli amminoacidi devono essere presenti in idonee proporzioni tra loro e devono essere specificate sull'etichetta le indicazioni d’uso del prodotto. In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico. Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 14 anni.
    • Prodotti contenenti derivati di aminoacidi.
      • Creatina. Indicata per attività che richiedono in tempi ristretti sforzi altamente dispendiosi, soprattutto se ripetuti. Apporto giornaliero suggerito: 3 g/die. Apporti giornalieri pari a 4-6 g sono ammessi solo in rapporto a un più elevato peso corporeo e sotto controllo medico per un periodo massimo di trenta giorni. In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico. Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, in gravidanza e al di sotto dei 14 anni.
      • L-Carnitina. Favorisce l’ossidazione degli acidi grassi a livello dei mitocondri. Il prodotto è controindicato in gravidanza e al di sotto dei 14 anni.
  • Altri prodotti con valenza nutrizionale, adattati a un intenso sforzo muscolare. Sono prodotti a base di carnosina, trigliceridi a catena corta e media, antiossidanti non vitaminici.

Come comportarsi quindi?
Con una alimentazione sana e variata, un programma di allenamento adeguato alle proprie capacità, il rispetto dei tempi naturali di recupero da parte dell’organismo. E magari puntando a prestazioni sportive possibili nel rispetto della nostra salute. Il ricorso agli integratori può essere d’aiuto nei casi di reale necessità e magari nelle dosi e nei tempi stabiliti da un medico nutrizionista esperto. ;-)
Uno dei pericoli più seri è il binomio abuso integratori-attività sportiva specie a livello di palestre, nelle quali l’uso (o meglio l’abuso) degli integratori produce di sicuro due effetti:
  • danni alla salute;
  • incremento negli affari per chi produce tali sostanze.

Integratori alimentari e diete dimagranti

Altro campo “minato” sono gli integratori nelle diete dimagranti, spesso causa di disturbi del comportamento alimentare fino all’anoressia, specie nelle giovani donne. Bisogna quindi assolutamente evitare un uso ingiustificato e senza controllo medico di tali sostanze per i pericoli che possono portare.
Fortunatamente, affinché il consumatore capisca i limiti di un’alimentazione sostitutiva e non attribuisca potere dimagrante al prodotto in sé, è obbligatorio che sull'etichetta di questi integratori ne sia ricordata l’utilità solo nell’ambito di una dieta ipocalorica, che comprenda necessariamente altri alimenti. A disciplinare una diffusa e scorretta prassi pubblicitaria che indicava tempi e quantità di peso del previsto dimagrimento, il D.lgs. 169/04 vieta esplicitamente ogni riferimento a essi e proibisce di vantare poteri di inibizione della fame. Questi integratori sono quindi classificati come integratori coadiuvanti di regimi dietetici ipocalorici volti alla riduzione del peso e i messaggi pubblicitari di questi prodotti devono richiamare la necessità di seguire comunque una dieta ipocalorica adeguata e di rimuovere stili di vita troppo sedentari.

Integratori sì o integratori no?

Ovviamente, l’uso di alcuni integratori, ve ne sia una reale necessità (e a capire questo vi può aiutare il vostro medico o nutrizionista ad esempio) e in assenza di fonti naturali di approvvigionamento, è auspicabile, ma comunque va considerato come una sorta di farmaco, di cui bisogna conoscere usi, dosi terapeutiche, effetti collaterali e controindicazioni.


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Pubblicato il 09 Ottobre 2013 - © Vietata qualsiasi copia non autorizzata
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